26 gennaio 2015
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AEDIFICARE
L'evoluzione dell'edilizia urbana da industria di manufatti a arte dell’abitare
Come le costruzioni si sono evolute in termini di sostenibilità declinata in sicurezza sul
lavoro, impatto paesaggistico, efficienza energetica e sostenibilità sociale.



Costruire l’ambiente per abitarlo.



E’ questa, fin dall’antichità, una delle vocazioni più spiccate dell’uomo.



Ed è questo oggi l’obiettivo che accomuna l’intera filiera del settore edile, attenta alle
esigenze delle moderne progettazioni architettoniche e ingegneristiche, basate sulla
realizzazione di costruzioni interessate al contesto ambientale e paesaggistico.



Se, infatti, dopo la rivoluzione industriale e la conseguente forte crescita delle città, la tendenza di quella che da allora in poi sarà definita “industria dell'edilizia” sarà
l’adeguamento ai primi piani regolatori delle grandi capitali europee e al loro conseguente nuovo assetto territoriale, senza tener spesso in nessuna considerazione il livello di qualità di vita dei suoi abitanti e il loro senso di appartenenza ai luoghi, oggi in campo edile la parola d’ordine è rigenerare il tessuto urbano con una serie di azioni, studi, ricerche e norme, finalizzati alla trasformazione di aree cittadine nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e della razionalizzazione dell’utilizzo del territorio.



L’esaurimento delle risorse energetiche e le pessime condizioni del patrimonio edilizio post bellico hanno imposto un cambio di rotta.



I protagonisti del mondo delle costruzioni sono sempre più attenti agli standard di qualità delle opere da realizzare e dei prodotti da utilizzare, all’impatto ambientale e alle nuove risorse energetiche.



Attenzione che si rispecchia anche nella scansione delle singoli fasi dei progetti che, a
differenza di un tempo, vengono organizzate in maniera razionale, rispettando modalità e
tempi programmati come in un processo industriale, con la differenza che all’utile vengono
preferiti il benessere dell’uomo (non solo in termini abitativi ma anche di sicurezza sul lavoro), la salvaguardia ambientale (il minor impatto paesaggistico possibile) e il risparmio attuato con l’uso di materiali e fonti energetiche innovative.



Contrariamente a quanto accadeva in passato, oggi si è passati dall’interesse per il
contenitore all’attenzione per il contenuto.



Dalla progettazione della semplice abitazione alla realizzazione della casa sostenibile,
luogo fisico e metafisico, in cui prendono corpo i temi dell’ecosostenibilità e della
salvaguardia ambientale, della riqualificazione edilizia e della messa in sicurezza del
territorio, del risparmio energetico, delle tecnologie innovative e dei materiali performanti.



Temi che sono stati fatti propri dal mondo delle costruzioni che, nonostante la pesante crisi che l’ha travolto e che ha avuto come conseguenza un aumento della disoccupazione sia nel settore della progettazione che delle maestranze, ha continuato ad investire in ricerca e tecnologia.

Risultato: una nuova filosofia di progettazione e l’utilizzo di materiali e prodotti sicuri e poco invasivi.



Attualmente i nuovi edifici vengono realizzati nel rispetto della compatibilità ambientale,con l’ impiego di materiali edili eco-compatibili, il ricorso a fonti energetiche rinnovabili e la limitazione dell’inquinamento acustico.



Alla speculazione edilizia si è sostituita l’attenzione per le necessità degli abitanti, con costruzioni progettate in base alle esigenze degli occupanti, meno costose, più vivibili e sicure.



L’edilizia così intesa non è fine a se stessa, ma è diventata uno strumento per attuare lo sviluppo sostenibile delle città, capace com’è di mettere un freno alla dispersione urbana e agli impatti ambientali che hanno trasformato negli ultimi decenni interi territori.



La rivoluzione culturale che ha investito di recente il mondo delle costruzioni ha come
obiettivo la limitazione del consumo di nuovo territorio, la densificazione di aree urbane
dismesse a fronte dell’alleggerimento di altre aree urbanizzate, dove attualmente manca il
verde, i servizi e i luoghi di aggregazione.

Contro lo sviluppo incontrollato delle città, frutto dell’ ”industria delle costruzioni” , la nuova arte del costruire mette in campo nuovi spazi urbani ricavati dalla riprogettazione di quelli già esistenti e dalle periferie, che da luoghi invisibili si trasformano in aree urbanizzate moderne, adattate alle esigenze abitative dei fruitori, rispettose dell’ambiente e dotate di tutti i servizi. Così intesa, l’edilizia svolge al contempo una doppia funzione civile: dare ordine ai centri urbani ormai al collasso e alle periferie e rispettare e tutelare il paesaggio.



29 Gennaio 2015 - Autore: Ida Lenza
 
 
 
 
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