12 febbraio 2015
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RISTRUTTURAZIONE PALAZZO STORICO "ROCCABONELLA"
Palazzo Roccabonella presto tornerà all’antico splendore.
Dopo due tentativi mai portati a termine di restauro, l’edificio padovano, più conosciuto come il palazzo dell’Enel, si rifarà presto il look.

Attesa e curiosità tra i cittadini che aspettano con ansia di poter vedere restituito alla città uno degli immobili di maggior pregio artistico di via San Francesco, strada suggestiva, tra le più belle di Padova.

La struttura, che in passato ha ospitato la sede dell’Enel e che è stata venduta per 20 milioni di euro dall'immobiliare milanese Foro Bonaparte alla società «Padova Sviluppo», sarà presto interessata da un restauro che ne modificherà l’uso, mantenendo invece inalterata la struttura esterna, esempio di architettura rinascimentale.

Per le attrezzature da utilizzare i responsabili dell’opera di ristrutturazione si sono affidati alla Condor, azienda leader nel settore della produzione e commercializzazione di ponteggi e casseforme per l’edilizia.

Il palazzo

La pianta originaria di Palazzo Roccabonella, più conosciuto come il palazzo dell'Enel, risale al 1400. In esso, vincolato naturalmente dal Ministero dei Beni culturali, tra gli altri, hanno abitato il medico-filosofo Pietro Roccabonella, Antonio da Bassano e Roberto di Marsilio Papafava.

L’immobile occupa 2 mila metri quadri di superficie ed al suo interno si trova anche una pregevole corte di 1.400 metri quadri.
Chiare le intenzioni della società padovana che lo ha acquistato: con un investimento di circa altri 20 milioni di euro si trasformerà la struttura in un edificio di lusso ad uso sia direzionale che residenziale.

Al piano-terra, con ogni probabilità, sarà inserita la sede di rappresentanza di un istituto bancario, mentre ai piani superiori, dove erano ubicati un tempo gli uffici direzionali dell'Enel, saranno realizzati appartamenti che, a sentire i responsabili della riqualificazione, saranno degni di «Mille ed una notte» e venduti come residenze di pregio.

E già numerosi imprenditori e professionisti si sarebbero fatti avanti per assicurarsi l’acquisto di queste abitazioni da favola.

L’intervento

Portate via da tecnici ed operai le ultime suppellettili lasciate sul posto dalla società elettrica che ha trasferito gli uffici nella zona di Padova Uno, alla Stanga, si è dato il via all’intervento.

Tra la curiosità dei passanti e l’attesa degli abitanti del quartiere, il Palazzo Roccabonella è stato ingabbiato dalle strutture provvisorie per l’intervento di restauro.

E’ stato effettuato il montaggio delle impalcature delle facciate esterne e la parte bassa dell'impalcatura è stata recintata con la rete.

I responsabili della riqualificazione dell’immobile hanno assegnato la loro preferenza alle attrezzature a marchio Condor, per la versatilità, la tecnologia e la qualità garantite dai prodotti dell’azienda campana.

Il ponteggio utilizzato è di tipo classico con passi carrai negli ingressi, scale di risalita che consentono il passaggio da un piano all'altro e angoli per evitare la caduta di materiale dall'alto.

La capacità di adeguamento del ponteggio Condor ha consentito, a detta degli operatori, di modificare di volta in volta lo schema delle strutture provvisorie a seconda delle esigenze strutturali dell’edificio e dell’area circostante, qualità questa apprezzatissima nelle attrezzature utilizzate per la ristrutturazione di palazzi d’epoca e dalla pianta movimentata.

I ponteggi sono stati adeguati naturalmente, ad esempio, ai lampioni del palazzo e agli archi strutturali. Un angolo in aria è stato puntellato con travi in legno per mettere tutta la struttura in sicurezza.

Per una corretta distribuzione dei pesi sono state posizionate delle tavole sotto le impalcature.

Il montaggio è stato completato in soli 14 giorni nonostante le difficoltà dovute alla posizione del palazzo – in centro, in una ztl(zona a traffico limitato) - a ridosso di altri palazzi.

Addirittura il trasbordo delle attrezzature e del materiale è stato effettuato con un furgoncino da una zona esterna.

12 Febbraio 2015 - Autore: Ida Lenza
 
 
 
 
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